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giovedì 2 aprile 2026

L'odio verso gli animali


 

Proverbio Maori....


 

Due amici si incontrano....


 

L'incontro decisivo tra i ragazzi e i libri

(¯`*•.¸Momenti di VITA¸.•*´¯)
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L'incontro decisivo tra i ragazzi e i libri avviene sui banchi di scuola. Se avviene in una situazione creativa, dove conta la vita e non l'esercizio, ne potrà sorgere quel gusto della lettura col quale non si nasce perché non è un istinto. Se avviene in una situazione burocratica, se il libro sarà mortificato a strumento di esercitazioni (copiature, riassunti, analisi grammaticale eccetera), soffocato dal meccanismo tradizionale "interrogazione-giudizio", ne potrà nascere la tecnica nella lettura, ma non il gusto. I ragazzi sapranno leggere, ma leggeranno solo se obbligati



Gennaro Di Giacomo, detto Gegè

*•.¸¸ღ♫♪♪♫•LA MIA MUSICA*•.¸¸ღ♫♪♪♫•
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Nipote del poeta Salvatore Di Giacomo

Gennaro Di Giacomo, detto Gegè (Napoli, 17 gennaio 1918 – Napoli, 1º aprile 2005), è stato un cantante e batterista italiano.


Con Peter Van Wood provavamo all’hotel Miramare, aspettando di conoscere il nostro nuovo compagno di lavoro. Si presentò Gegè Di Giacomo, il padre di tutta la futura stirpe dei percussionisti-poeti della scuola partenopea.

Io e Peter non capivamo come quel buffo giovanotto con gli occhiali appannati volesse aggiungersi alla nostra jam session: non aveva con sé la batteria, l’aveva portata a cromare, sono sue testuali parole, “perché si era ossidata dopo la stagione estiva, colpa della salsedine”, ma tanto lui poteva suonare lo stesso, sosteneva. “E come?”, gli chiesi incuriosito della sua pietosa bugia o della clamorosa intempestività di quella sua scelta, squadrandolo dalla testa ai piedi, che non ci voleva molto. Tomo tomo, Gegè andò dietro il bancone del bar, si impossessò di un vassoio, una sedia di legno, tre bicchieri “intonati” diversamente con un po’ d’acqua e un paio di forchette e via, bum, bum, bum. Eccolo, il suono che stavo cercando. Gegè davvero non aveva bisogno della batteria, poteva suonare qualsiasi cosa, far suonare qualsiasi cosa.

Racconto del maestro Renato Carosone