"Con Napoli ho un rapporto assolutamente viscerale e d’amore totale. Sono napoletana dalla punta dei capelli alla punta dei piedi. Come spesso accade ai napoletani costretta a vivere lontano dalla sua terra. Vivo molto bene a Roma. E’ molto vicina a Napoli dove torno spesso e volentieri: nel mio modo di vivere e affrontare la vita sono assolutamente napoletana. Nel mio lavoro è sempre stata una marcia in più”.
Sono convinta che la formazione di un individuo è fondamentale il posto dove vive. Faccio un esempio: da adolescente facevo sciopero a scuola e andavo sugli scogli di Mergellina quindi sarà completamente diverso da una ragazza che vive a Bolzano. Ci sono dei sapori, degli odori e sapori che sono unici”.
"Papà era operaio, mamma casalinga, abbiamo vissuto anche noi la cassa integrazione. Io ricordo quei giorni, quei giorni di cassa integrazione…E vedete, sono i dettagli che fanno la differenza per chi vive un momento di difficoltà. Ricordo che quando mammà andava in salumeria il prosciutto crudo costava molto e nuje mangiavamo soltanto la spalla, la spalla di prosciutto cotto. I toast col prosciutto cotto…La difficoltà di un paio di scarpe? Facevi tutto l'anno. E mica compravamo che so, le Superga. Andavamo in un negozio, ricordo ancora, si chiamava Musto e pareva Ikea, te le dovevi montare tu le scarpe… Io ero più grande delle scarpe che avevo al piede. Quando veniva un amico a casa? Le case loro erano belle io dormivo con mia sorella avevo un divano letto che s'arapeva sotto ‘o lampadario. Avevo vergogna di fare entrare gente in casa, dicevo ai miei amici: studiamo sul pianerottolo che stiamo più freschi… Ebbene sono questi particolari che non conosce chi ci governa. Però ricordo anche la bellezza della semplicità: andare in Calabria in vacanza quei pochi giorni, in quattro in macchina, finestrino aperto mammà che pigliava nu piezz ‘e pane e ce lo spartivamo. Eravamo felici e non lo sapevamo"