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domenica 27 settembre 2026

Il Disinganno

(¯`*•.¸Momenti di VITA¸.•*´¯)
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Come hanno fatto a scolpire questa rete… nel marmo?!

Quella rete che vedi avvolgere l'uomo, con le sue maglie, i nodi e gli intrecci, non è fatta di corda: è scolpita nel marmo.

La scultura si chiama Il Disinganno e fu realizzata da Francesco Queirolo tra il 1753 e il 1754 per la straordinaria Cappella Sansevero di Napoli.

La rete è una delle più incredibili dimostrazioni di virtuosismo dell'opera: Queirolo riuscì a trasformare il marmo in qualcosa che, a prima vista, sembra morbido e intrecciato come una vera rete.

Si tramanda persino che gli artigiani specializzati nella finitura si rifiutarono di lavorare sulla delicatissima rete per paura di romperla. Queirolo avrebbe quindi completato personalmente la finitura con la pomice.

Ma scoprire che la rete è di marmo non è il vero “disinganno” raccontato dalla scultura.

L'opera rappresenta un uomo che si libera dal peccato, simboleggiato proprio dalla rete che lo imprigiona. L'uomo rappresenta Antonio di Sangro, padre di Raimondo di Sangro, il principe che gli dedicò l'opera.

Accanto a lui compare un genietto alato che lo aiuta a liberarsi. Sulla fronte porta una piccola fiamma, simbolo dell'intelletto umano.

Ai piedi dell'uomo si trova un globo terrestre, simbolo delle passioni mondane, mentre, appoggiato al globo, compare un libro aperto: è la Bibbia, che all'interno della complessa simbologia dell'opera assume anche un significato legato alla tradizione massonica.

Il contrasto tra luce e tenebre, insieme ai passi biblici incisi nel libro e al bassorilievo raffigurante Gesù che restituisce la vista al cieco, rafforza il tema del passaggio dall'errore alla consapevolezza.

Ed è forse questo a rendere Il Disinganno ancora più affascinante: una rete che sembra impossibile da scolpire diventa il simbolo stesso di ciò da cui l'uomo cerca di liberarsi.

C'è però un piccolo motivo di frustrazione per chi visita la Cappella Sansevero: all'interno del museo è vietato scattare fotografie e registrare video.

E davanti a quella rete rimane inevitabilmente una domanda:

Come ha fatto Queirolo a far sembrare il marmo una rete vera?




HO COMINCIATO GIA' A SCRIVERE A BABBO NATALE


 

Chi va ’mmano a ll’avvucato perde ll’úrdemo ducato


 

Da quando facetti quell'errore .....


 

BUONA NOTTE...kissssss a domani

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SI! ARRIVO ! !... scusatemi è il cuscino che mi chiama... tutte le sere è la stessa storia, senza di me non riesce a stare... ahahha

BUONA NOTTE...kissssss a domani



mercoledì 23 settembre 2026

La pratica crea il Maestro...

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Se diventate consapevoli che nessun altro può rendervi felici, perchè la felicità è il risultato dell'amore che viene da dentro di voi, sarete maestri della più grande arte dei Toltechi: la padronanza dell'amore. L'amore non è un concetto, è azione. L'amore in azione può produrre soltanto felicità. L'unico modo di padroneggiare l'amore è quello di praticarlo.

La pratica crea il Maestro...



A gghiènnere e nnepute


 

lunedì 21 settembre 2026

Il dolore

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Il dolore è di chi lo prova sulla propria pelle, non di chi passa e guarda



L’abbraccio

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L’abbraccio

Ecco, prendi te per esempio. Tu sei unico, spiegò la mamma, e anch’io sono unica, ma se ti abbraccio non sei più solo e nemmeno io sono più sola.

Allora abbracciami, disse il figlio stringendosi alla mamma.

Lei lo tenne stretto a sé. Sentiva il cuore del figlio che batteva. Anche il figlio sentiva il cuore della mamma e l’abbracciò forte forte.

Adesso non sono solo, pensò mentre l’abbracciava, adesso non sono solo. Adesso non sono solo.

Vedi, gli sussurrò la mamma, proprio per questo hanno inventato l’abbraccio.