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mercoledì 12 marzo 2014

La Bastardella, o La Bastardina, nome d'arte di Lucrezia Agujari (Ferrara, 1743/1746 – Parma, 18 maggio 1783), è stata un soprano italiano.



Figlia naturale di un nobile ferrarese, forse del marchese di Bentivoglio, o forse una semplice trovatella, la Agujari, che nei cartelloni comparve sempre come "La Bastardella", era un apprezzato soprano di coloratura ed era dotata di una straordinaria estensione: negli anni migliori pare la sua voce si estendesse per tre ottave e mezzo, fino al Do6. Fu adottata da tale Lorenzo Agujari e studiò in Ferrara con Brizio Petrucci, maestro di cappella del Duomo, poi con l'abate Lambertini. Dopo il debutto a Firenze nel 1764, dove fu acclamata per il suo virtuosismo, fu a Padova, Genova, Lucca e Verona nel 1765, a Genova, ancora Lucca e Parma, dove si stabilì, nel 1766. In questo periodo si parla di una sua possibile relazione con il compositore ceco Josef Mysliveček, anch'egli in quel periodo a Parma. Il primo gennaio 1768 fu nominata virtuosa di camera alla corte di Parma: è ormai una delle cantanti più famose d'Italia. Canta a Napoli nelle Nozze di Peleo e Tetide di Paisiello (maggio 1768) in occasione delle nozze del re Ferdinando di Borbone con l'arciduchessa Maria Carolina d'Asburgo-Lorena, ottenendo un trionfo. Paisiello compose due arie su misura per lei: alcuni dissero che l'estremo virtuosismo dei pezzi era pensato per metterla in difficoltà. L'anno successivo La Bastardella intervenne alle celebrazioni per un altro matrimonio principesco rientrante nella politica di appeasement tra Asburgo e Borboni: a Parma, nel mese di agosto, interpretò un duplice ruolo nello spettacolo operistico Le feste d'Apollo, curato da Christoph Willibald Gluck su musiche da lui composte, in parte nuove, in parte tratte da opere precedenti. Lo spettacolo era organizzato nel quadro dei festeggiamenti connessi con il matrimonio tra il duca Ferdinando I di Borbone-Parma e l'arciduchessa Maria Amalia, sorella di Maria Carolina. A Parma aveva incontrato il compositore Giuseppe Colla (1731-1806) con cui, al ritorno da Napoli, entrò in una collaborazione artistica e personale esclusiva: i due si sposeranno nel 1780 dopo aver convissuto per molti anni. Presentando opere di Colla canterà a Venezia (1770), Genova (1771), Torino (1772, 1773), Parma (1773), Milano (1774) e ancora Torino (1775). Dopo aver cantato, in luglio, a Parigi, debuttò a Londra, scritturata dallo storico della musica Charles Burney, il 12 ottobre 1774, al teatro Pantheon in Oxford Street. Cantò alla presenza, tra gli altri, di Benjamin Franklin (una sua lettera, in cui invia a Franklin la musica che canterà quella sera, è conservata nei carteggi di Franklin). Per l'ingaggio le fu pagata l'allora enorme somma di 100 sterline per cantare due sole canzoni. Tornò in Italia nel 1776 e calcò le scene per altri quattro anni prima di ritirarsi. Morì a soli 36 anni, nel 1783, per "infermità di petto", come allora chiamavano la tubercolosi, e fu sepolta nella Chiesa del Carmine (demolita nel 1912). Ci fu chi disse che era stata avvelenata da una rivale. Un suo ritratto si trova nella Sala Dorata del Museo Glauco Lombardi a Parma. —

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